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Perchè fare le code in Posta per spedire un pacco?

Gianluca Pellegrinelli 27 dicembre 2013

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Vi è capitato di andare in posta ultimamente? magari in questi giorni di festa dove tutti devono pagare delle cose, spedirne altre, o il giorno in cui scadeva la rata della tassa sulla casa, che neanche ricordo come si chiama? Sta succedendo di tutto alle poste:

Nei giornali escono articoli a sinistra che parlano delle giornate a rischio alle Poste, con tanto di bollini blu come in autostrada e subito a destra c’è la pubblicità, sempre delle poste, dove annunciano nuovi orari, pià sportelli, più flessibilità-

Su Repubblica.it è uscito un articolo nell’ottobre 2013 dove anticipavano la novità di un test in 30 grandi uffici postali, con delle macchinette salvacoda.

Sul telegionrale in prima serata di qualche settimana fa è comparso un servizio della durata di 3/5 minuti, in cui veniva enfatizzata la possibilità fantastica di spedire i pacchi alle poste, potendoli tracciare on line.

Tutto questo può anche essere vero ma la realtà è un altra: andare in Posta oggi è una gran perdita di tempo, ci si mette li, con il proprio biglietto e si aspetta pazientemente il proprio turno, rinunciando a fare in quel tempo molte altre cose. Magari posi, si arriva allo sportello e il form non è compilato bene o manca qualcosa. E’ tutto incredibilemente vecchio ed antiquato, se pensiamo che oggi, con un qualunque spedizioniere online, puoi tranquillamente spedire il tuo pacco, prenotando il ritiro 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, attraverso una semplicissima operazione. Spendi meno di 7 € per i pacchi più piccoli e la mattina dopo il corriere viene direttamente a casa tua a ritirare il pacco.

E’ finita l’era delle code in Posta !!!!!

Estratto da un articolo di Repubblica.it del 27 ottobre 2013 ( http://www.repubblica.it/cronaca/2013/10/27/news/svolta_alle_poste_arriva_il_semaforo_elimina-code_mai_luned_alle_10_meglio_gioved_dopo_le_14-69542790/ );

ROMA – A Grosseto è meglio stare alla larga dall’ufficio postale del centro il 25 e il 26 del mese. È ingolfato, ci sono gli impiegati statali di un ente del Tesoro che vengono a prendere lo stipendio. E pure il lunedì è una giornataccia: il semaforo segnala code sicure dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 e 30 in poi. A Reggio Calabria, succursale centrale, evitare il 16 e il 17 del mese: si trova la massa dei pensionati dell’Inpdap a fare la fila. E se vi state ancora chiedendo perché il 24 ottobre c’era inaspettatamente quella calca, la risposta è che il vicino ufficio Reggio 1, sul lungomare, era chiuso per lavori di adeguamento. Non vi lamentate, il semaforo l’aveva detto.

Che poi l’ultima invenzione delle Poste Italiane per risolvere l’atavico problema delle code nei suoi 13.000 uffici sparsi in Italia in realtà più che un semaforo è un calendario “dinamico”. A geometria variabile. Tiene conto di tutto: feste patronali, turni e ferie del personale, caratteristiche della popolazione locale, usanze, persino il traffico e la mappa dei lavori in corso. Il cartello, piazzato all’ingresso e rinnovato ogni mese, ha giorni rossi, gialli e verdi. Rosso: state a casa che è meglio, troppa gente. Verde: andate pure, è una passeggiata. Giallo: terno al lotto, può darsi che ve la sbrighiate in cinque minuti o in un quarto d’ora. Non solo. Indica con precisione quali sono gli orari buoni durante la settimana. Ad Andria, per esempio, è un disastro il lunedì, martedì e mercoledì dalle 10.30 alle 12.30. È una città con molti pensionati che scelgono tradizionalmente la tarda mattinata per pagare le bollette e inviare raccomandate. A Pinerolo, invece, terra di professionisti e impiegati, gli uffici postali si affollano dalle 16.30 in poi: dopo l’uscita dal lavoro e soprattutto di lunedì.

Il semaforo di Poste, in sperimentazione dal primo ottobre scorso in una trentina di uffici postali di medie dimensioni da Nord a Sud, promette bene. Stando ai primi dati, è riuscito a tagliare i tempi di attesa del 10-15 per cento. È un risultato. Per una volta pure i sindacati sono contenti, e questo – per chi conosce la conflittualità interna all’azienda – è un risultato anche più grande. “L’iniziativa è davvero utile – commenta Mario Petitto, segretario generale Flp-Cisl – informa gli utenti e serve a noi operatori. Mi ricorda le partenze intelligenti di Autostrade. Prima o poi però andranno istituiti gli sportelli dedicati, per diversificare le file a seconda di cosa bisogna fare. Solo così non vedremo più code e risparmieremo tempo”.

Parlare di code fa venire l’orticaria non solo ai clienti, ma anche a ogni amministratore delegato di Poste. È una questione antica, tanto delicata quando difficile da risolvere. In alcune zone di Roma, Napoli, Bari, Foggia, Caserta, Salerno si sa quando si entra nell’ufficio, ma non quando si esce. Qui l’attesa, in alcuni periodi critici, non scende mai sotto la soglia dei 50 minuti, quando la media nazionale è molto più bassa, intorno ai 16 minuti. E ci sono ancora paesi del Sud, tipo Orta di Atella nel casertano, dove alle 4 di mattina dei primi giorni del mese ci sono gli anziani già in fila. Eppure nel pomeriggio l’ufficio ha un’affluenza normale, ma l’abitudine è più forte del buon senso.

L’idea del semaforo nasce da lì, dalla gestione del ritiro delle pensioni per sei milioni di italiani. Diventata emergenza all’inizio del 2012 quando il governo ha vietato i pagamenti superiori ai mille euro. Lo strumento preferito per farsi accreditare pensione e stipendio è diventato allora il libretto postale, per due motivi: perché era già molto utilizzato e, soprattutto, perché è gratuito. Con la non indifferente conseguenza, però, che nei primi cinque giorni del mese, quando vengono erogate quelle dell’Inps, e il 16-17 quando arrivano quelle dell’Inpdap, gli uffici postali si trasformano in suk. Urla, nervosismo, perdita di tempo. Da qui l’idea di comunicare agli utenti, con il semaforo, il traffico dell’ufficio postale. Per fare “accessi intelligenti” agli sportelli. Se l’esperimento funziona, come sembra, sarà applicato su tutto il territorio. Intanto però alle Poste tremano per il prossimo 2 novembre, il sabato più nero dell’anno: il giorno prima è festa, quello dopo è domenica, gli uffici saranno un delirio perché dovranno smazzarsi il lavoro di tre giorni in mezza giornata. Prendere nota.

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About Author

Gianluca Pellegrinelli

Nato a Mantova il 3 maggio 1964, ha frequentato l'Istituto Tecnico Industriale Statale di Conegliano (TV), con specializzazione in elettrotecnica. La prima esperienza lavorativa, nel 1984 è stata in ambito informatico, come subagente IBM, successivamente ha lavorato per 7 anni in Procter & Gamble, 1 anno in Montenegro, 4 anni al Gruppo Tecnica e 5 anni come Amministratore Delegato di Intersport Italia S.p.A. Dal 2010 al 2012 è stato amminsitratore delegato di Briko spa di Milano. Dal 2003 si occupa di ecommerce tramite un proprio sito di vendita on line (glooke.com), nel 2007 sviluppa un sito b2b con contenuti e funzionalità innovative (galileo) e nel 2011 inizia il progetto che ha portato all'idea e al successivo sviluppo di Truckpooling.it, il principale comparatore online per spedire merci. Dal 2015 si occupa attivamente di vendere online i prodotti dell'eccellenza italiana negli Stati Uniti tramite i siti VendereUSA.com e Italy2US.com. View all posts by Gianluca Pellegrinelli →

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